1214-2013 La Chiesa di San Giorgio

Testo realizzato dall’ ASSOCIAZIONE TERRE CENTURIATE CESENATI vedi a fondo pagina.

Chiesa

La tarda mattinata del 19 ottobre 1944, uscendo dai loro precari rifugi e riprendendosi dallo spavento provocato dalle due potenti esplosioni udite, i sangiorgesi si resero ben presto conto che i due edifici che si stagliavano nella pianura centuriata, emblemi della comunità civica e religiosa, erano completamente crollati per colpa delle cariche piazzate dai soldati tedeschi per proteggere la loro ritirata. Infatti la torre malatestiana, nella quale era ubicata la scuola, ed il campanile che, saltando in aria e ricadendo a terra, distrusse completamente la canonica e parzialmente la chiesa rendendola comunque inagibile, erano diventati un cumulo di macerie e polvere. Mentre la torre non fu più ricostruita e le sue pietre vennero utilizzate nella costruzione di parecchie case del luogo, nell’arco di poco più di tre lustri la nuova chiesa era finita.
La storia della chiesa di San Giorgio può essere tracciata solamente a grandi linee sia perché essa affonda le sue radici in tempi ormai lontanissimi, sia perché ciò che si poteva sapere è andato in gran parte perso con la distruzione dell’archivio parrocchiale nel 1944. Si sa che esso era custodito in un armadio a muro nella sacrestia, come risulta da una relazione del 1804. Queste sono le date più significative della storia della chiesa di san Giorgio.
11 maggio 973: donazione alla chiesa di sant’Apollinare Nuovo di Ravenna della corte di san Giorgio con il suo edificio sacro, che, quindi, a quell’epoca esisteva già da non si sa quanto;
10 settembre 1131: la chiesa di san Giorgio è definita “cappella”, perché, verosimilmente, non aveva il fonte battesimale;
1214 – 1233: san Giorgio dipende dalla diocesi di Cervia. La chiesa dal 1232 aveva un portico, come anche l’annessa abitazione;
1293: san Giorgio fa parte della diocesi di Cesena;
1371: non si trova più menzionata nei documenti la pieve di san Pietro in Cerreto (la parrocchia “matrice” che, in origine, ricomprendeva nel suo territorio anche la chiesa di san Giorgio) ed il suo posto viene preso proprio dalla parrocchia dedicata al martire Giorgio;
1490: san Giorgio è già sicuramente parrocchia, anche se non si sa da quando, sulla quale esercitano i loro diritti di “giuspatronato” i Malatesti discendenti di Malatesta Novello;
1572: il portico della chiesa non esiste più. La sua facciata è priva di ornamenti. Solo nel 1819 risulta esservi una nicchia con una statua di san Giorgio;
1590: l’importanza della parrocchia si è accresciuta ed essa è “vicariato foraneo”. Manterrà questa sua posizione di preminenza sulle altre parrocchie vicine a lungo anche nei secoli successivi;
1804: la chiesa è lunga circa 18 metri e larga circa 7 metri. Nel 1813 viene allungata e viene costruita l’abside dietro l’altare maggiore;
1810: il parroco don Buda toglie la balaustra dall’altar maggiore e costruisce, a sinistra dell’ingresso, una cappella, chiusa da cancello, per il fonte battesimale;
1926: il parroco, don Angelo Mamini, rifà completamente la facciata della chiesa;
19 ottobre 1944: come già riportato in precedenza, è giornata quanto mai tragica per San Giorgio: chiesa, campanile e canonica sono completamente distrutte dai tedeschi in ritirata. Nella terribile circostanza viene anche fatta saltare in aria la torre, ultima grande, evidente, presenza di quello che fu l’antico castello malatestiano;
1960: la chiesa risorge ad opera del parroco, don Secondo Farnedi. La ricostruzione fu possibile grazie anche all’impegno dei suoi predecessori don Guido Severi, che nel breve periodo del suo ministero pastorale (febbraio ‘56 – marzo ’57) fece terminare i lavori di demolizione dei ruderi rimasti ancora in piedi dopo la fine della guerra, e, soprattutto, don Augusto Vaenti il quale si prodigò per riedificare immediatamente la chiesa e nel frattempo celebrava le funzioni religiose nell’ampio salone dell’asilo (“teatrino parrocchiale”) che fu riaperto nell’autunno del 1948 dopo i pesanti bombardamenti subiti dall’aviazione alleata che pensava che in quei locali fosse la sede dell’arsenale e del comando tedesco. Narrano le cronache che Don Augusto aveva chiesto una dilazione ai soldati germanici per implorare presso il loro comando di risparmiare gli edifici religiosi, ma dovette scappare in fretta e nel crollo della canonica venne distrutto anche tutto l’archivio parrocchiale, per cui tutta la documentazione storica ed i registri parrocchiali andarono irrimediabilmente perduti.
Contemporaneamente alla fase di ricostruzione dell’asilo, dedicato allora ai “Caduti in Guerra” ed ora intitolato allo stesso Don Augusto Vaenti, il parroco si adoperò alacremente per preparare le pratiche di riedificazione della chiesa, attivando tutti i canali politici, ecclesiastici ed economici per abbreviarne i tempi burocratici e reperire i necessari fondi; prese inoltre contatto con diversi esponenti del mondo culturale ed artistico per predisporre dei bozzetti di statue o altre opere ed arredi sacri. Don Augusto non riusci nell’intento perché la morte lo colse prematuramente il 13 novembre 1955.
Fu Don Secondo Farnedi, insediatosi parroco nel luglio del 1958, a cominciare e portare interamente a termine nel breve periodo di un biennio la ricostruzione della nuova chiesa.
L’attuale edificio della chiesa di San Giorgio ha visto l’inizio dei lavori di ricostruzione nell’anno 1960. La benedizione della “prima pietra” (visibile, in marmo rosso, nella parte bassa a destra della facciata, riportante l’epigrafe “SOMMO BENE UNICA SALVEZZA – Missioni 1960) fu effettuata dal Vescovo Augusto Gianfranceschi in data 23 Aprile 1960, festa di San Giorgio; la consacrazione (cioè la dedicazione definitiva al culto, con possibilità di celebrarvi validamente messa) avvenne un anno dopo, esattamente il 22/04/1961, come attesta la lapide posta sopra la porta centrale della facciata.
La stessa lapide riporta come anno di edificazione il 1430, ma non c’è concordanza fra gli storici, non essendo stato reperito alcun documento ufficiale che possa confermare tale data. Sicuramente il primo edificio era molto più vicino alla sede stradale dell’attuale e subì diversi ampliamenti e ristrutturazioni nel corso degli anni.
L’attuale chiesa si presenta in stile neoromanico, con pianta a croce latina, in quando la lunghezza della navata e dell’abside è maggiore della larghezza del transetto. L’orientamento, come quello di quasi tutte le chiese romaniche, è rivolto ad est. Antistante la facciata c’è un ampio portico, sopra il quale, occupante quasi tutta la parete in mattoni faccia a vista, si trova l’opera di Harry Rosenthal, raffigurante il Drago e San Giorgio. Questo artista, di origine ebrea, fu contattato dal parroco Don Secondo Farnedi nel 1968, tramite Raffaello Evangelista, nativo di San Giorgio ma residente a Milano per lavoro. Si riporta quanto scrive lo stesso Rosenthal nel suo sito internet (www.harryrosenthal.com) in merito alle sue opere che si trovano nella chiesa di San Giorgio: “ … Poco tempo dopo [maggio 1968] ho ricevuto una lettera di un Parroco di Cesena, che voleva conoscermi per decidere l’eventuale allestimento di una chiesa modernissima, dove collocare una scultura. Qui ho iniziato le mie prime opere monumentali. La prima, una Via Crucis in 14 pannelli di terracotta di 80 cm. di altezza per 40 cm di larghezza, i quali prima di essere trasferiti a Cesena, sono stati esposti nel 1969 nella vetrina della Galleria LEVI in Via Montenapoleone a Milano.
Subito dopo un San Giorgio e il Drago per la facciata. Ho fatto il modello in gesso del Drago di mt. 9 per 3 mt. e per il San Giorgio un modello alto 2 mt., che doveva essere posizionato su un supporto esistente sulla facciata della Chiesa.
Le dimensioni degli elementi del Drago erano di circa mt. 1,5 i quali sono stati dati per la realizzazione del loro stampo, a un grande formatore di nome Quagliotti, molto conosciuto nell’ambiente. Da lui ho avuto la possibilità di conoscere Cassinari e altri famosi Artisti. Nella ricerca delle soluzioni tecniche per la realizzazione dell’opera ho proceduto: per il San Giorgio che doveva essere bianco, è stato utilizzato il cemento bianco, mentre i diversi pannelli del Drago sono stati realizzati da un costruttore di barche in vetroresina. Questi pannelli sono contenuti in telai metallici per poterli appendere assemblati, sulla facciata della Chiesa. Nella colata della vetroresina, ho aggiunto dei vetri di bottiglie di birra rotte, di colori verde e marrone, che hanno dato un riflesso molto interessante all’opera. La figura del drago misura mt. 9.00 per mt. 3,50 …”
Oltre alle due opere sopra citate, nell’abside si trova un artistico Cristo in cemento bianco su croce in legno bruciato, eseguito dallo scultore cesenate Amedeo Masacci Per tale opera è stato fondamentale l’interessamento del prof. Romano Pieri, nativo e per lungo tempo residente a San Giorgio, che aveva già offerto a Don Vaenti la pro-pria collaborazione per la collocazione di un crocifisso nell’abside ed anche per un fonte battesimale all’ingresso.
All’inizio della navata di sinistra, sopra al sarcofago di Don Augusto Vaenti, il parroco che, come più volte detto, si prodigò per la ricostruzione della chiesa e che morì pochi anni prima dell’inizio dei lavori, si trova un quadro, recentemente restaurato, raffigurante San Martiniano.
La tela proviene da un Oratorio che si trovava a Cesena in Via Sacchi ed era stato costruito nel 1669 dalla Confraternita di San Martiniano composta da fabbri ferrai, di cui appunto è patrono San Martiniano. Questa Confraternita, nei primi del ‘700, si aggregò alla Compagnia degli Agonizzanti. Ecco spiegata la presenza, nella pala di San Martiniano, del sacerdote e del moribondo e dell’iscrizione nei cartigli TU NOS AB HOSTE PROTEGE / ET MORTIS HORA SUSCIPE (proteggici dal nemico e sostienici nell’ora della morte).
San Martiniano è un santo martire del V secolo, vittima della persecuzione dei Vandali. Egli era un valido fabbricatore di armi, schiavo di un ricco e potente vandalo. Il padrone stabilì di dargli in moglie una schiava di nome Massima la quale però aveva fatto voto di castità. Martiniano accettò la vita di perfetta castità. Per meglio dedicarsi alla vita ascetica, Martiniano (a cui si unirono i suoi tre fratelli) e Massima si rifugiarono in due monasteri. Morì insieme ai suoi tre fratelli per ordine del re Genserico. Il supplizio fu tremendo: vennero legati per i piedi ad una quadriga di cavalli che a corsa sfrenata li trascinò a sfracellarsi fra sterpi e sassi. Il quadro si trova a San Giorgio perché il vescovo A. Gianfranceschi decise di distribuire nelle varie parrocchie, dotate di locali capienti ed adatti alla conservazione delle tele, una gran quantità dei quadri provenienti dalle chiese sconsacrate e giacenti in condizioni precarie nei locali della Diocesi, provvedendo a restaurarli poco alla volta, con il contributo principalmente delle Fondazioni bancarie.
Di fianco al sarcofago di Don Vaenti si trova un blocco in marmo che il defunto parroco Don Secondo Farnedi riferiva provenisse da una delle colonne interne del castello malatestiano di San Giorgio; la forma squadrata e le scanalature laterali possono far pensare che si tratti di componenti di colonne, ma non ci sono documenti probanti.
Nelle due pareti che delimitano il transetto, verso l’interno della navata, sono collocati due bassorilievi in cemento bianco, opera dello scultore Enrico Guidi raffiguranti l’Annunciazione ed il patrono San Giorgio. A questo proposito diamo un breve cenno sull’origine della dedicazione della Chiesa al Patrono San Giorgio. E’ noto che il culto del santo, originario della Cappadocia, è molto diffuso in tutto il mondo e sono tantissimi gli edifici sacri a lui dedicati. Per quanto riguarda il nostro territorio, influenzato dalla presenza bizantina a Ravenna, viene ricordata una chiesa ubicata vicino al mausoleo di Teodorico, originariamente edificata dagli scismatici ariani, che l’arcivescovo Agnello intitolò a San Giorgio nella seconda metà del VI secolo. Come riportato all’inizio di questo capitolo, nell’anno 973 avvenne la donazione al rettore della chiesa di Sant’Apollinare nuovo in Ravenna della “corte di San Giorgio” con il suo edificio sacro che però dipendeva ecclesiasticamente dalla Pieve di San Pietro in Cerreto, ora scomparsa completamente.
All’inizio della navata di destra è collocato un dipinto raffigurante San Giorgio e il drago, eseguito dell’artista Antonio Dal Muto che lo donò alla Parrocchia in occasione dell’ingresso del parroco Don Fiorenzo Castorri (11 ottobre 1997).
Ideato da Davide Casalboni e realizzato assieme ad altri parrocchiani, nella chiesa di San Giorgio da qualche anno, nel periodo natalizio, viene allestito un artistico ed originale presepe ambientato in luoghi e con scene tipicamente palestinesi. La natività di Gesù Cristo viene quindi rappresentata nell’ambientazione storica e geografica in cui ha vissuto Gesù.

Chiesa di San GiorgioChiesa 1957Chiesa 3

HARRY ROSENTHAL nato a Vienna nel 1922, vive e lavora a Milano fin dal 1959.
La sua vocazione artistica – incentrata sulla sperimentazione scultorea – si è manifestata molto presto con un linguaggio proprio a partire dal 1946. Le sue creazioni sono lavori di varie dimensioni, in bronzo, terracotta e vetro.
Ispirato da un forte sentimento religioso, ha creato il Pastorale in argento che Sua Santità Papa Giovanni Paolo II ha donato al Santuario della Madonna di Cz?stochowa nel 1983.
Ha inoltre realizzato una medaglia di bronzo (edizione limitata a 500 copie destinate ai capi di stato di tutte le nazioni del mondo) per la commemorazione del cinquantesimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite nel 1995. Questa medaglia è stata commissionata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Mr. Boutros Boutros-Ghali, del quale Rosenthal ha realizzato un ritratto in bronzo nel 1997.
Nel 1998, in vista del Giubileo del 2000, ha rappresentato Sua Santità Papa Giovanni Paolo II con un Pastorale in argento e vetro.
I lavori di Harry Rosenthal sono stati collocati in piazze pubbliche e in luoghi di prestigio in Italia e all’estero.
Per la sua opera artistica ha ricevuto numerosi premi e importanti riconoscimenti.

AMEDEO MASACCI
Nacque a Cesena il 30 ottobre 1930. Studiò Belle Arti a Ravenna, Bologna e Modena. Dopo un periodo di formazione e di esperienze, si affermò come scultore con l’opera “II cavallo” esposta alla 28a Biennale di Venezia. Seguirono altre opere significative tra cui “I porporati” del 1961, “II Santone” del 1962.
La sua particolare esternazione artistica gli consentì ampi e positivi riconoscimenti di critica nelle Mostre a cui partecipò, in Italia e all’estero.
Sono da ricordare e da ammirare dieci pannelli in pietra artificiale che sono ubicati nella Chiesa dell’Ospedale Bufalini, raffiguranti episodi della vita di San Francesco e di San Vincenzo.
Le sue opere figurano in varie Gallerie e prestigiose collezioni pubbliche e private. Morì a Macerata il 9 settembre 1970.
“I Cesenati nella toponomastica cittadina” a cura del Lions Clubs Cesena, 1994

ENRICO GUIDI (Cesena 1934, insegnante di disegno presso la Scuola media di San Giorgio) dedicò il pannello dell’Annunciazione come tributo e riconoscenza al parroco Don Secondo Farnedi per aver concesso quasi tutti i locali della canonica per la realizzazione di una sezione staccata della scuola media A. Frank, evitando così ai ragazzi della frazione il trasferimento alla sede di S. Egidio.
Antonio Dal Muto, romano, vive e lavora a Cesena. E’ maestro d’Arte, Pittura e Disegno; ha frequentato la Facoltà di Architettura a Firenze. Caricaturista e critico d’arte, collabora con diversi giornali. Ha inoltre realizzato numerosi ritratti di personaggi famosi.

L’Associazione Terre Centuriate Cesenati promuove da oltre venti anni lo studio della centuriazione cesenate e l’approfondimento della storia e delle tradizioni locali.Il Consiglio Direttivo è convocato di regola una volta al mese nella sede del Quartiere Cervese Nord e le riunioni sono aperte a chiunque voglia condividere i valori e la passione per la propria terra.Chi volesse avere informazioni o iscriversi all’Associazione può farlo inviando una comunicazione all’indirizzo di Via F.lli Latini 24 – 47522 San Giorgio di Cesena – FC (sede del Quartiere Cervese Nord) oppure all’indirizzo mail assterrecenturiatecesenati@gmail.com.

Alcune iniziative dell’Associazione sono presenti sul canale web Youtube al link: http://www.youtube.com/user/TerreCenturiate?ob=0&feature=results_main

Logo Terre Centuriate 20120723

ASSOCIAZIONE TERRE CENTURIATE CESENATI
Via F.lli Latini, 24 – 47522 San Giorgio di Cesena – FC
C.F. 02673160400
Iscritta all’Albo Provinciale delle Associazioni di Promozione Sociale

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